Pagina inizialeNews e articoliPortoghese del Brasile e del Portogallo: una lingua, due mercati

Portoghese del Brasile e del Portogallo: una lingua, due mercati

Il portoghese è parlato da circa un quarto di miliardo di persone, e la stragrande maggioranza vive in Brasile, non in Portogallo. Il Portogallo conta appena una decina di milioni di abitanti. Per questo un'azienda che ordina una traduzione in portoghese deve prima capire per quale paese è destinata.

Un brasiliano e un portoghese si capiscono senza difficoltà. Ma una pubblicità, un'interfaccia o un contratto nella variante "dell'altro" suonano come il testo di uno straniero. Il cliente se ne accorge subito e si fida meno del brand. Vediamo da dove nascono le differenze e come evitare errori nella scelta.

Le origini delle differenze

Il portoghese arrivò in Brasile dopo il 1500 con i colonizzatori. Nel 1822 il paese divenne indipendente, e per due secoli la lingua si è sviluppata seguendo due percorsi. È la stessa storia dell'inglese britannico e di quello americano. L'oceano che separa i due paesi ha rallentato la diffusione delle nuove norme, così ciascuna parte ha sviluppato le proprie abitudini.

In Brasile il portoghese è entrato in contatto con lingue indigene e africane. Dal tupi provengono parole come abacaxi (ananas) e mandioca (manioca). Dalle lingue africane, per esempio il kimbundu, deriva la parola caçula, "il figlio più piccolo della famiglia". I brasiliani usano questi termini ogni giorno, mentre in Portogallo suonano esotici.

Cambiano sia la pronuncia sia il ritmo del parlato. Nella variante europea le vocali atone si riducono molto, e il discorso sembra veloce e "ovattato". Il parlato brasiliano è più aperto e melodioso. Per un testo scritto questo conta poco, mentre per il doppiaggio o la voce narrante lo speaker deve essere madrelingua della variante richiesta.

Lessico: le stesse cose si chiamano in modi diversi

Le differenze più numerose riguardano il vocabolario. L'autobus in Portogallo si dice autocarro, in Brasile ônibus. Il treno è comboio là e trem qui. Il telefono cellulare è telemóvel in Portogallo e celular in Brasile, mentre la colazione è pequeno-almoço lì e café da manhã qui.

Le divergenze sono particolarmente numerose nel lessico tecnico. Il file in versione europea è ficheiro, in quella brasiliana arquivo. Lo schermo è ecrã e tela, l'utente è utilizador e usuário, la squadra è equipa ed equipe. Una scelta lessicale sbagliata nell'interfaccia fa inciampare l'utente a ogni passo.

Ancora più pericolose sono le parole note a entrambe le parti ma con significati diversi. L'esempio classico: bicha in Portogallo significa "fila", mentre in Brasile è un insulto. La parola rapariga in Portogallo vuol dire semplicemente "ragazza", ma in alcune regioni del Brasile suona volgare. Una traduzione professionale si basa su un glossario redatto per la variante specifica.

Forma di cortesia e registro: você e tu

In Brasile il você si usa quasi ovunque e suona neutro. Ci si può rivolgere così a un cliente, a un collega o a un amico. Il pronome tu sopravvive in alcune regioni, per esempio nel sud e nel nord-est, e spesso si accompagna a un verbo alla terza persona. Nei testi scritti destinati a tutto il paese conviene scegliere você.

In Portogallo la questione è più sottile. Con le persone care si dice tu, mentre você può suonare freddo o perfino un po' brusco. Nel linguaggio cortese si usano o senhor e a senhora, il nome accompagnato dal titolo, oppure una costruzione impersonale senza pronome. Se in un testo portoghese si lascia il você brasiliano, il lettore avverte una strana distanza.

Cambia anche la grammatica. Gli europei dicono estou a fazer ("sto facendo"), i brasiliani estou fazendo. Gli europei collocano il pronome dopo il verbo, come in disse-me ("mi ha detto"), mentre i brasiliani lo mettono più spesso prima: me disse. Per un madrelingua queste costruzioni suonano come "nostrane" o "straniere", e il traduttore deve scrivere come si aspetta il lettore.

Ortografia e riforma

L'accordo ortografico del 1990 doveva avvicinare la scrittura nei paesi lusofoni. Il Brasile iniziò ad applicarlo nel 2009 e dal 2016 è diventato obbligatorio. Il Portogallo ha concluso il periodo di transizione nel 2015. Dalla scrittura europea sono scomparse le consonanti mute: acção è diventato ação, direcção è diventato direção.

Ma la riforma non ha cancellato tutte le differenze. Restano coppie come equipa ed equipe o facto e fato, nonché António e Antônio con diacritici diversi. Una parte dei portoghesi continua a scrivere secondo le vecchie regole. Per questo un testo controllato da un correttore automatico impostato sull'altra variante si riempie di "errori" inesistenti.

La questione non si limita all'ortografia, perché serve una localizzazione completa. Il Brasile conta in real (R$), il Portogallo in euro, e questo incide sui formati dei prezzi. Anche i documenti sono diversi: in Brasile si usano CPF e CNPJ, in Portogallo NIF. Le leggi sulla protezione dei dati personali fanno riferimento ad atti diversi, e nei testi per il sito non ci si può confondere.

Tono professionale e marketing

Lo stile commerciale brasiliano è più caloroso e informale. Nelle lettere è normale rivolgersi per nome, usare formule garbate e un tono amichevole. La pubblicità suona spesso colloquiale, con un tocco di umorismo e di emozione. Un testo burocratico asciutto vi appare freddo.

La cultura commerciale portoghese è più riservata e formale. Le lettere iniziano con un'apertura articolata, e le formule di cortesia sono più lunghe. Il lettore apprezza precisione e cura e non ama la familiarità eccessiva. Lo stesso slogan brioso che funziona a San Paolo può suonare sfrontato a Lisbona.

Perciò per il marketing non basta sostituire le parole del dizionario. Bisogna rivedere i giochi di parole, gli idiomi, gli esempi e il tono. A volte è più semplice riscrivere la frase che adattare una traduzione letterale. Questo approccio si chiama localizzazione e distingue un testo vivo da uno tradotto parola per parola.

Come scegliere la variante per il progetto

Partite dal pubblico: dove vivono i vostri clienti e in quale paese pagate le tasse e aprite l'ufficio. Se il mercato è uno solo, la scelta è ovvia. Se puntate a entrambi i paesi, servono due versioni, ma la seconda spesso non va tradotta da zero. Di solito basta un adattamento da parte di un madrelingua della variante richiesta.

Quando ordinate una traduzione da Translate24, indicate il paese e non semplicemente "portoghese", e chiedete un traduttore madrelingua della variante giusta. Allegate un glossario e alcuni esempi di tono, così il testo suonerà coerente. I traduttori, dal canto loro, dovrebbero dichiarare onestamente con quale variante lavorano meglio. Una traduzione professionale comincia con la domanda precisa "per chi?", non con un testo già pronto.

Leggi anche:

Le serve una traduzione professionale? La ordini online: scelga le lingue, carichi il file e scopra il prezzo in pochi minuti.

Ultime notizie
Nel labirinto delle lingue, la traduzione automatica emerge come stella polare, avvicinando culture, aziende e individui come no...
Leggi di più
3 anni fa
Nell'era digitale di oggi, Internet offre una vasta gamma di contenuti, rendendo il nostro mondo più interconnesso ch...
Leggi di più
3 anni fa